Riflessi onirici di un cambio stagione al Vecchio Carro di Giuseppe Oriti

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Ho sempre odiato il cambio stagione, a prescindere da quale che fosse la fase climatica a cui mi preparo.

Non è tanto che sono io stessa “meteoropatica”, ve lo può confermare quel sant’uomo di mio marito, quanto il fastidio di aprire e chiudere quei benedetti box che conterranno abiti e giacche addormentati in attesa che arrivi nuovamente il loro turno.

E’ un lavoro di pazienza e Kleneex archiviare una taglia 42 pregando e confidando negli Dei delle bilance affinché posino su di noi il loro occhio benevolo e ci consentano di “riabbracciarla” ancora (e credetemi che dopo tre figli e innumerevoli piani alimentari, nulla è scontato), al contempo è fonte di pathos riaprire dopo mesi gli stessi ordinett come se si trattasse di un gioco a premi con in palio un nuovo guardaroba o la nostra autostima… Insomma, tutto questo per raccontarvi con che animo sto affrontando il cambio stagione, armata di tanta buona volontà, con lo spirito predisposto da un calice di Cvrpanè (Mamertino, Nero D’Avola e Nocera) del 2011 di Nicolas Gatti e con a portata di mano le foto di un Estate ormai definitivamente archiviata fra i bei ricordi dell’ennesimo annus horribilis. 

Proprio sfogliando l’album delle mie personalissime “splendide giornate”, mi sono soffermata su una delle ultime serate conviviali che la calda stagione ha regalato a me ed ai miei colleghi giornalisti: la cena organizzata all’agriturismo “Il Vecchio Carro” dell’allevatore di suino nero dei Nebrodi Giuseppe Oriti, che con la moglie chef Eliana Carroccetto lo scorso 15 Settembre, hanno ospitato tre colleghi, titolari di altrettante trattorie, premiate negli anni, come il Vecchio Carro, con il “Best in Sicily”, onorificenza assegnata da Cronache di Gusto giornale online diretto da Fabrizio Carrera. 

A riguardare le foto, devo dire che forse la scelta dell’abito per la serata è stata “lievemente ottimistica” dal momento che una fresca brezza già preannunciava l’arrivo di un iniziale clima autunnale, ma incurante delle avvisaglie e consapevole che poteva essere l’ultima occasione per sfoggiarlo, la selezione dell’outfit è caduta su un abito Blue Star a tenui fiori pastello, asimmetrico, allacciato al collo, corto davanti e lungo dietro (può “un timido fiorellino” come me rinunciare ad immergersi in un giardino colorato?) abbinato ad un “sobrio” paio di tacchi color oro, non molto appropriati al selciato, ma utili per conferirmi la dignità umana di un’altezza media.

Guardo le immagini dei piatti e sento attorno a me l’acre profumo della Sicilia più tipica rievocato dalle immagini delle pietanze proposte dagli chef Andrea Alì del “Ristorante Andrea Sapori Montani” di Palazzolo Acreide (con il collega dell’associazione Vicoli e Sapori Max Iacono); Marco Garitta chef della “Trattoria Corona di Palermo” (accompagnato dal proprietario della trattoria Orazio Corona); Lina Castorina della trattoria “Quattro Archi” di Milo (insieme all’oste Saro Grasso).

Come in un vero e proprio wrestling match, al tocco di mano dei contendenti, pentole e padelle hanno “preso fuoco” dando il via ad una cena che è risultata essere il perfetto connubio fra tradizione, antichi sapori e ritrovate eccellenze, a partire dal cavolo trunzo di Aci, immancabile sulle tavole etnee in questo avvio stagione.

Ma andiamo con ordine: ad aprire le danze ci ha pensato Andrea Alì che ha proposto la Nfigghiulata ripiena di cacio fresco e nepitella accompagnata da un Flan di ricotta servito su una passata di pera Gentile (di sua produzione) e gin.

A seguire è toccato ai “4 Archi” affascinare gli astanti con la “Pasta fresca cu Trunzu di Aci”, mentre subito dopo, è stata la volta dell’omaggio alla città di Palermo realizzato da Marco Garitta: “Margherita c’anciova”, un formato di pasta tipico del capoluogo siculo, condito con sugo di acciughe alla palermitana, uva passa, pinoli e muddica atturrata.

Il main course, ad opera dei padroni di casa, Eliana e Giuseppe Oriti, ha valorizzato i Nebrodi e le loro eccellenze: le gustose carni di suino nero, allevato dallo stesso Oriti, hanno sposato i primi porcini di stagione e le croccanti nocciole dei Nebrodi. 

Dulcis in fundo la Millefoglie con crema pasticcera e frutti di bosco di Lina Castorina e il Semifreddo alle mandorle con biscottino alla nocciola dei Nebrodi di Eliana Carroccetto.

Credetemi, a fine serata, complici i vini biologici della Cantina Giacomo Funaro di Santa Ninfa, e la felicità di ritrovarsi con colleghi che non vedevo da tempo, coccolata dai sorrisi di un entusiasta Giuseppe Oriti, avevo l’impressione di aver attraversato un profumato bosco nebroideo attorniata da alberi carichi di foglie color amaranto come le sfumature dell’Omnis, (Nero d’Avola 2018) uno dei vini in degustazione. A pensarci, ci starebbe proprio bene un bel calice di Funaro adesso che ho chiuso nell’ultimo box il riflesso onirico di una stagione ormai conclusa.

Agriturismo Il Vecchio Carro
contrada Badetta – Caronia (ME)

Per info e prenotazioni:
333 2436783
oriti.vecchiocarro@gmail.com
www.ilvecchiocarro.eu

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