
Oggi, 8 marzo, nel giorno in cui si celebrano le donne, la narrazione più autentica passa attraverso storie di competenza e dedizione. Il mio racconto è quello di Rosaria Fiorentino non solo la storia di una chef, ma quella di una professionista innamorata di un mestiere dove fatica e impegno sono le coordinate fondamentali, ben lontane dalle semplificazioni patinate offerte dai moderni show televisivi.
Per Rosaria, la cucina è un esercizio quotidiano di rigore e passione. Con oltre trent’anni di attività alle spalle, la sua filosofia non ammette scorciatoie: è un amore smisurato verso il territorio e le sue eccellenze, tradotto in piatti che parlano di identità. In un’epoca che consuma immagini veloci, Rosaria oppone la lentezza della cura e la precisione della tecnica, dimostrando che dietro ogni sapore c’è, innanzitutto, un grande lavoro.
In un momento storico in cui anche le attività storiche abbassano le saracinesche nelle metropoli, la scelta di consolidare la propria presenza in un piccolo centro di provincia è un segnale forte. È un atto di coraggio e fiducia verso i propri concittadini, un investimento umano prima che economico.
Questo legame è stato suggellato dalla presenza ufficiosa del Sindaco di Monforte San Giorgio, Antonio Pinizzotto, intervenuto per sottolineare come la comunità ricambi con affetto costante gli sforzi di Rosaria, scegliendola ripetutamente come custode dei propri eventi più importanti.
La serata stampa
“Un Vulcano di Sapori”, un viaggio sensoriale tra terra e mare.
La serata dedicata alla stampa ha permesso di toccare con mano questa visione della ristorazione, esaltata dal connubio con i vini della Cantina Agricola Neri. Un percorso studiato per dare voce alla filiera corta e all’eleganza dei vitigni siciliani.
Un menù fresco ed agrumato in cui ogni assaggio ha rappresentato un escursus nelle peculiarità della cucina siciliana e dove i compagni di viaggio, i vini biologici dell’Azienda Agricola Neri, hanno esaltato con la loro aromaticità un crescendo di sapori strutturati ma estremamente lineari ed eleganti, in una parola: comprensibili.
Il pezzo forte dell’intera serata è stato, a mio avviso, “Azzurro di Sicilia”, un piatto che definire iconico è riduttivo. Una sintesi perfetta di freschezza e sapidità, capace di trasportare il palato direttamente sulle coste dell’isola attraverso una materia prima lavorata con rispetto e mano ferma.
A chiudere l’esperienza, un dessert che ha incantato per equilibrio e delicatezza: una millefoglie alle mele accompagnata da un gelato alla cannella. Un’accoppiata di gusti che richiamano al passato, ai profumi della cucina delle nonne e che ha creato un contrasto armonico, confermando la maestria della chef anche nell’arte dolciaria.
Il percorso gastronomico è stato elevato dalla selezione dei vini della Cantina Agricola Neri. I calici hanno saputo dialogare con le portate, offrendo una spalla acida e una struttura minerale tipica delle migliori produzioni locali, valorizzando ogni sfumatura di sapore senza mai sovrastarla.
Il valore di Rosaria Fiorentino è quello di una donna che ha saputo navigare i cambiamenti del tempo restando fedele a se stessa. La sua cucina non è solo cibo, ma un presidio di resistenza e bellezza nel cuore della provincia messinese. Con lei al timone e con Enrico Bassi e Agostino Roberto al suo fianco ai fornelli e Salvatore Bruno e Giuseppe Basile in sala, Talea è una certezza del gusto ed al contempo la promessa di una grande evoluzione ristorativa.
