Cenone dell’ultimo dell’anno e panettone: il ristorante Tre Cristi Milano celebra la tradizione

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Il 31 Dicembre al Tre Cristi Milano un percorso degustazione firmato da Franco Aliberti. Protagonista indiscusso il panettone, a cui lo chef dedica un’edizione limitata acquistabile al ristorante.

 

 

Le feste di Natale sono alle porte e come ogni anno sanno già di legami e di famiglia perché, si sa, il tempo più dolce e più atteso delle feste è sempre quello passato in compagnia. E il Cenone dell’ultimo dell’anno è, per antonomasia, il simbolo di una felice condivisione e di uno spensierato affiatamento. Per questo il ristorante Tre Cristi Milano non perde l’occasione per poter far vivere ai suoi ospiti un’esperienza gastronomica unica per salutare il 2019.

Per la sera del 31 Dicembre, lo chef Franco Aliberti ha realizzato un menu di 8 portate che accompagna gli ospiti nell’attesa della mezzanotte, a cui è dedicata una portata, ovvero quella del Panettone con lo zabaione al passito che bene si contrappone alla sua versione salata, proposta come entrée: mini-panettone con mostarda di zucca e zabaione salato. Si procede poi con la trota confit, cotta per pochi minuti nel burro chiarificato così da restare morbida e delicata. Il pesce è accompagnato da un succo ottenuto con olive e pomodoro del Piennolo, i cui semi e le bucce diventano un battuto.
Si passa agli Anolini, dove la pasta fresca è realizzata senza l’utilizzo delle uova, ma con l’aggiunta di estratto di carote. Il ripieno è di coniglio di Carmagnola cotto secondo la preparazione tradizionale del coniglio sott’olio.
Gli ospiti avranno il piacere di provare il risotto al tartufo bianco, la sella di capriolo selvatico dell’appennino Tosco-Emiliano e l’originale Pane e Salame, fatto con cioccolato bianco, mirtilli e mandorle, cremoso di yogurt e limone, acetosella. La tradizione, in questo caso, parla chiaro e lo chef la abbraccia senza esitazioni. Ecco quindi che come ultima portata viene servito il Cotechino artigianale con lenticchie di Santo Stefano di Sessiano, una tipicità abruzzese legata all’area pedemontana del Gran Sasso d’Italia e presente tra i presidi Slow Food. Il prezzo della cena è di 130€, bevande escluse o 160€, bevande incluse.

Il panettone firmato Franco Aliberti

Il panettone, tradizione milanese amata e attesa da tanti, non si limita alla sola portata o al solo menu. Anche quest’anno, infatti, l’anima da pasticcere di Franco Aliberti dà vita al suo panettone classico, dove l’attenzione è tutta riposta negli ingredienti naturali: dal burro d’alpeggio alle farine biologiche, passando per le uova della Riva di Careno. Un dolce che sa di semplicità, ma il cui gusto racconta di usanze e consuetudini a cui è giusto dare un seguito e una propria storia. Il panettone di 1kg è acquistabile direttamente al ristorante al costo di 30€ ed è prodotto in edizione limitata.

La cucina: 
Le parole chiave sono cucina attenta all’ambiente ed ecosostenibile: ogni piatto esalta le singole materie prime, presentate in diverse consistenze e utilizzando tutte le parti commestibili e meno nobili di frutta e verdura, in un puro “gioco di apparenze”, giocando e ingannando i sensi con giochi visivi e gustativi.
“Sotto i riflettori il singolo ingrediente, bilanciato al massimo da altri due di supporto, perché amo colpire con la semplicità più che con la complessità, reinterpretando anche un semplice broccolo con una vena giocosa, senza perdere di vista la sostanza del piatto” racconta Franco Aliberti.
“Ho una visione da pasticcere: tutto deve essere catalogato al millimetro, per essere perfettamente replicabile in ogni momento e da ognuno. Un esempio: la pasta al pomodoro, è la classica ricetta non scritta. Per me deve essere scritta anche quella, con tutte le possibili variazioni. Questo è un pensiero da pasticcere” rivela lo chef, la cui formazione di pasticcere prima e da patron poi, gli ha assicurato un approccio che guarda all’efficienza ed all’organizzazione.Le esperienze dello chef:
Al termine degli studi, Franco Aliberti inizia a lavorare a Parigi nel ristorante di Alain Ducasse, dove si forma attraverso il rigore della scuola francese. Tra le esperienze successive più importanti dello chef- pasticcere, c’è quella da Massimo Spigaroli all’Antica Corte Pallavicina prima e quella presso Massimiliano Alajmo a Le Calandre di Padova poi, dove ha la possibilità di confrontarsi con professionisti del calibro di Gianluca Fusto. È quindi la volta di Gualtiero Marchesi ad Erbusco, per approdare a Milano, dove collabora anche all’apertura del Marchesino. A seguire, l’esperienza pregnante presso il ristorante Vite di San Patrignano, per il progetto di centro della proposta educativa della comunità. Nel 2012 entra a far parte della brigata di Massimo Bottura all’Osteria Francescana, mentre nel 2014 apre il suo ristorante a Riccione, EVVIVA, con dolci e una cucina a scarto zero, la sua cifra stilistica. Prima del suo ritorno a Milano, affianca lo chef Gianni Tarabini a La Preséf all’interno dell’Azienda Agricola de “La Fiorida” a Mantello, in Valtellina.
Arriva dunque nella metropoli milanese, portando con sé una filosofia etica e sostenibile che fin da subito entra a far parte del ristorante Tre Cristi Milano e della creatività del suo team: un percorso lungo, ma in continua crescita che lo ha visto riconosciuto e apprezzato in numerose occasioni.

Per informazioni e prenotazioni presso il ristorante
Via Galileo Galilei, 5
angolo via Marco Polo
20124 Milano
tel. 02 29062923
info@trecristimilano.com
trecristimilano.com

Ufficio stampa & Comunicazione 
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20149 Milano
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