Ristorante Pizzeria San Ferdinando: una storia di resilienza e sapori tra Mare e Monti

Il ragazzo con gli occhi color cioccolato se ne stava lì, dritto come una canna al vento, i pugni stretti e il cuore inquieto come le onde del suo amato mare. Aveva fatto una promessa a se stesso: si sarebbe fatto un nome e il suo destino sarebbe stato legato per sempre all’abisso azzurro.

Oggi quel ragazzo è un uomo. Guarda ancora il mare, ne segue il ritmo cadenzato, ma sa che quella distesa infinita può essere violenta e traditrice. Lo ha imparato a sue spese il 16 gennaio, quando per 50 ore consecutive la costa di Nizza di Sicilia è stata flagellata dalla furia dei flutti sconvolti dal ciclone Harry. In un attimo, la pacata distesa invernale si è trasformata in uno scenario post-bellico.

La rinascita di Antonino Cucinotta e il “San Ferdinando”


Ma Antonino Cucinotta non è tipo da arrendersi. Nel 2009 ha acquistato il suo “posto nel mondo” proprio lì, sul lungomare di Nizza di Sicilia. Nel 2022 quel sogno è diventato realtà con l’apertura del Ristorante Pizzeria San Ferdinando, un progetto condiviso con la moglie, la sorella e l’amico di sempre, lo chef Tino Modena.

Davanti al disastro della mareggiata, i due chef si sono rimboccati le maniche. Per oltre una settimana hanno spalato sabbia e lacrime, ricostruendo pezzo dopo pezzo il loro gioiello. Oggi, il San Ferdinando non è solo un ristorante: è un simbolo di resilienza.

“Dalla Sicilia al Sud Tirol”: Una cena che celebra la vita

Per festeggiare la rinascita del locale, Cucinotta e Modena hanno ideato l’evento: “Dalla Sicilia al Sud Tirol”. Una cena degustazione che ha unito idealmente il Mediterraneo alle Alpi, creando un ponte tra la Cantina Feudo Disisa (Monreale) e la storica Cantina Kurtatsch (Alto Adige).

Il Percorso Gastronomico: Mare e Terra s’incontrano

La passeggiata gastronomica ha saputo valorizzare le identità territoriali di due terre lontane ma unite dall’eccellenza:

L’Aperitivo: Crostone di pane casereccio con lardo di calamaro aromatizzato al peperoncino, abbinato al Metodo Classico Doc Sicilia di Feudo Disisa.

 L’Antipasto: Cestino di cialda di riso croccante con tartare di gambero, accompagnato dal fresco Kerner Alto Adige Doc di Cantina Kurtatsch.

 Il Primo: Bauletti ripieni all’astice con concassé di pomodorini e gambero gobbetto locale, serviti con l’Arenis Gewürztraminer Alto Adige Doc.

 Il Secondo di Mare: Gamberoni in pasta kataifi con maionese alla menta, in abbinamento al Pinot Grigio Alto Adige Doc.

L’Incontro con la Terra: Un classico rivisitato, tonno e cipolla in agrodolce, accostato al Blauburgunder Pinot Nero di Kurtatsch.

Un finale tra i due territori

Il viaggio si è concluso con un confronto tra eccellenze casearie: un tagliere di formaggi siciliani e altoatesini, esaltato dal Tornamira Cru IGP Sicilia di Feudo Disisa. Infine, per onorare le radici siciliane, i tradizionali piparelli sono stati serviti con il dolce Krysos Doc Sicilia.

Il ragazzo con gli occhi di cioccolato adesso può essere orgoglioso di sé stesso e di aver rispettato la promessa fatta quel giorno di fronte al mare.

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