Vini, Monaci incontra Ceretto: dal Piemonte alla Sicilia, la famiglia delle Langhe protagonista di una degustazione di 8 straordinarie etichette

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Giovedì 26 luglio, ore 19.30

Tenuta Monaci delle Terre Nere, Via Monaci Zafferana Etnea

Zafferana Etnea, 25 luglio 2018 – Monaci incontra Ceretto: dal Piemonte alla Sicilia, la famiglia delle Langhe,
alle porte di Alba, tre generazioni di produttori, a partire dai fratelli fondatori Bruno e Marcello, consacrati già
nel 1986 dalla più autorevole rivista Wine Spectator come i “Barolo brothers”, saranno i protagonisti domani
26 luglio, ore 19.30 di una degustazione di 8 straordinarie etichette nella tenuta biologica di Monaci Terre
Nere a Zafferana Etnea.
Sarà l’amministratore delegato Giacolino Gillardi a far conoscere l’azienda Ceretto, i 160 ettari di vigneti
coltivati secondo il modello dell’agricoltura biologica, le 4 cantine e la storia di una famiglia che della
valorizzazione della tipicità del territorio, dei suoi vini ed il coinvolgimento delle risorse umane ne ha fatto una
mission d’impresa che oggi conta 17 vini prodotti, 150 collaboratori tra vigna, cantina e ufficio, 5 mila clienti tra
enoteche e ristoranti in Italia, 60 paesi d’esportazione. L’azienda, con la vendemmia 2015, dopo avere avviato
la conduzione biologica, e in alcuni casi biodinamica sin dal 2010, ha ottenuto la Certificazione.
Quello di domani sera, sarà un percorso “sensoriale” che partirà da un aperitivo sul patio della casa nobiliare
in stile tardo Settecento siciliano e proseguirà, con una cena gourmet scelta e preparata dallo staff di Locanda
Nerello, il ristorante attiguo alla struttura, che in cucina utilizza materie prime provenienti dagli orti coltivati
secondo un regime di bio-sostenibilità, a cominciare dal cavolo cappuccio di cui Monaci è presidio Slow food.
Da un Blange Arneis del 2017 (che accompagnerà proprio un risotto con cavolo trunzo ad emulsione di ricotta
al profumo di limone) al più noto piemontese Barolo Chinato, i vini Ceretto saranno abbinati anche ad
altrettante straordinarie etichette di importazione come lo champagne Delamotte, il Moreau Chablis, Gras
Saint Romain Pinot Nero di Borgogna. Tra questi grandi vini, farà un timido debutto, presentato per la prima
volta, un Etna rosso Nerello Mascalese di produzione biologica firmato da Guido Coffa, il founder di Monaci
delle Terre Nere. Un omaggio agli ospiti e un tributo al vulcano che scandisce ogni giorno il ritmo del tempo e
della vita dei suoi abitanti e rinnova la supremazia della natura dell’uomo. Un territorio e che in fatto di vini, e
grazie alla dedizione, agli investimenti di produttori locali, sta riuscendo ad imporsi sul panorama nazionale,
mostrando un carattere e un potenziale unici. Dai principali vitigni (Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio,
Carricante e Cataratto) nascono vini con un ottimo colore, note concentrate e tannini morbidi; così come i
vitigni internazionali coltivati sull’Etna, come il merlot per esempio, sviluppano caratteristiche uniche con
grandi risultati di colore e profumo, grazie alla latitudine (a 700 metri sul livello del mare) e alle forti escursioni
termiche. E giocando proprio sulle differenze di terreno, di condizioni pedoclimatiche, di coltivazione e di
concetto di impresa tra questi due lembi estremi della penisola, che si animerà il dibattito tra l’amministratore
delegato dell’azienda Ceretto e gli ospiti della serata.

Ufficio Stampa

Battutalibera
 Grazia Sicali
 Letizia Carrara

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